Il comitato

Il Comitato “Piario non si tocca”

Nel 2017 si è raggiunto il record negativo di nascite dall’Unità d’Italia (464 mila nuovi nati, contro il record positivo di 1 milione e 16 mila del 1964): una diminuzione che in montagna è ancora più accentuata, per la carenza di lavoro e servizi e di conseguenza di famiglie giovani. Anche per questo, il punto nascita di Piario non è soltanto un servizio da difendere: è il simbolo di una montagna che non si rassegna allo spopolamento, che reclama il diritto di avere prestazioni di qualità.

Attorno a Bergamo, nel raggio di 7 km, ci sono tre punti nascita: Seriate, Alzano e Bergamo. Crediamo non abbia senso disinvestire nel più periferico, che dista più di 30 km dagli altri, offre una cura ed una disponibilità uniche e garantisce il supporto alla nascita ed alla crescita dei neonati per un territorio amplissimo. Il punto nascita di Piario deve rimanere aperto.

Se consideriamo le mamme dei territori dell’Alta Valle Seriana e della Val di Scalve, dell’Alto Sebino, della Media Valle Seriana (fino a Gazzaniga) e della Val Gandino, il bacino potenziale si aggira attorno ai 700 parti annui, ben al di sopra del limite minimo dei 500. I numeri ci sono: è necessario coinvolgere a Piario il maggior numero di famiglie residenti nell’ambito, attraverso il lavoro dei Comuni e della rete di medici di base, ginecologi e consultori, oltre ad investire costantemente nella qualitá della struttura e del personale.

Dopo la mobilitazione del dicembre 2016 e nonostante le promesse fatte allora, la possibile chiusura del punto nascita di Piario è ancora sul tavolo dell’Azienda Socio sanitaria Territoriale e della politica regionale.

Vogliamo arrivi forte, a tutti i livelli decisionali, la voce di chi vuole mantenere servizi di qualità nelle aree montane: questo lo scopo del Comitato “Piario non si tocca”.

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